Mi domanderete: ma tu, che sei un fedelissimo seguace di padre Pio, come puoi suggerire queste cose? Sappiate che io sono cattolico; ma è da molti anni che non sono più cristiano.
Ugo Fantozzi
«Siamo solo noi, come direbbe Vasco, a poter fare tutto questo».
MILANO - I carabinieri sono stati inflessibili quando l'hanno controllato, venerdì sera, subito dopo l'uscita dell'autostrada Milano-Torino. Aveva un percentuale di alcool di 0,8, quando il tasso consentito per legge è di 0,50. Inevitabili il ritiro della patente e la chiamata ad amici e parenti per farsi portare a casa. Questa volta, però, a incappare nei controlli non è stato un ragazzotto reduce dalla discoteca ma un sacerdote, M.C., 41 anni, originario di Bologna, che per la sua positività, anche se per poco, all'alcol ha dato una giustificazione connessa al suo Ufficio: «Ho celebrato quattro messe in un giorno!».
TENSIONE VIEIRA — Ieri si è presentato in sede Patrick Vieira. Il 33enne francese ha appreso in via ufficiale di non fare più parte dei programmi dell’Inter. All’uscita, visibilmente nervoso, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
"Con i ballottaggi si è chiuso un appuntamento elettorale difficile. Bisogna riconoscere l’impegno e la mobilitazione senza risparmio di centinaia di migliaia di militanti, candidati e dirigenti, segretario in testa. Abbiamo davvero combattuto e non sono mancate le buone prove, sia dove abbiamo vinto sia dove abbiamo perso. Nell’insieme non è stato un risultato buono per noi, ma non tanto cattivo da impedirci di vedere che la destra deve ridimensionare le sue aspettative e che noi possiamo riprendere il cammino.E quindi?
Riprendere il cammino significa innanzitutto riconoscere senza esitazioni che ci sono cose da correggere, alla luce dell’esperienza dei nostri primi venti mesi di vita. Abbiamo dunque bisogno di un confronto aperto e positivo; dobbiamo sottrarci ai personalismi ed alle semplificazioni che sembrano ormai una cosa sola con i meccanismi di comunicazione e che spesso ci prendono la mano.Va bene. E quindi?
Rimuovere i problemi non si può, se davvero crediamo nel nostro progetto; nemmeno possiamo ripiegarci su di noi ed avvitarci in discussioni retrospettive! Dobbiamo parlare dell’Italia, di noi e dell’Italia; delle idee che abbiamo per il nostro Paese e di come farle vivere in un rapporto reale con i territori e con i cittadini. Non ci sono scorciatoie né colpi di comunicazione risolutivi.D'accordo. E quindi?
C’è un duro lavoro da fare per costruire un radicamento popolare del nostro partito e rispondere così a una destra che quando vince, vince nel popolo. C’è un lavoro da fare per collegarci alle forze produttive del paese, lavoratori e imprenditori, nel pieno di una crisi che ridefinirà anche il loro rapporto con la politica. C’è un lavoro da fare per convincere l’Italia a guardarsi con gli occhi delle nuove generazioni e costruire così nel senso comune una idea di futuro.E quindi?
Di tutto questo dobbiamo discutere, e in nome di questo, dobbiamo discutere anche di noi, cioè della nostra effettiva capacità di essere utili ad una Italia migliore. Per essere utili, dobbiamo costruire la nostra identità e renderla percepibile. Per essere utili non possiamo essere soli, ma dobbiamo impegnarci a costruire un campo di forze capace di indicare una nuova prospettiva politica. Per essere utili dobbiamo avere un partito che funzioni, che operi attraverso una partecipazione vera e produca il rinnovamento traendolo dalla realtà del territorio.E quindi?
La direzione del Pd determinerà tempi e modi del nostro congresso. Come ho già detto da tempo, ho intenzione di contribuire ad una vera discussione politica impegnandomi anche con una mia candidatura; una candidatura che non si rivolge contro nessuno e che vivrà in piena solidarietà con tutti gli amici e tutti i compagni del PD, comunque la pensino; ma che non rinuncerà alla chiarezza delle posizioni politiche.E quindi?
Quel che penso intendo rivolgerlo in primo luogo alla nuova generazione che è già in campo. Non credo che dobbiamo inventarci una nuova generazione, né evocarla per simboli. Credo che ci sia già, nel lavoro, nelle professioni, nelle amministrazioni, nel partito. Con questi giovani che sono già in campo farò il mio primo intervento pubblico il 1 luglio a Roma. Parlerò di politica e presenterò le mie idee".Ah. Ho capito. Le «Idee per il Pd e per l'Italia» di Pierluigi Bersani sono due. La prima idea è che parlerà di politica (e io che pensavo si occupasse di calcio...) La seconda idea è che presenterà le sue idee.
«E' necessario che la generazione alla quale anch'io appartengo faccia il possibile per presentare un nuovo ceto dirigente che sia il più rappresentativo del territorio: il congresso del Pd sarà un fallimento se non promuoverà una nuova classe dirigente perchè quella attuale che si presenta al congresso ha fatto il suo tempo».Un nuovo ceto dirigente che sia il più rappresentativo del territorio? E basta? L'importante è che portino sufficienti voti e clientele? Ovviamente, a prescindere dalle proposte politiche? Da un confronto-scontro sul piano delle proposte politiche, della loro concretezza ed efficacia? A quanto pare - personalmente non avevo dubbi - anche per Cacciari il problema che questa nuova ipotetica classe dirigente abbia qualcosa da dire o proporre non si pone proprio. L'importante è che si faccia trovare sufficientemente preparata a saper prendere al volo il passaggio del testimone. Da una mano all'altra. In pasta.
Lascia stare i complotti, e respingi anche l’odio che è un cattivo consigliere anche per chi ne è oggetto. Vendi Villa La Certosa, o meglio regalala allo Stato o alla Regione Sarda: è indifendibile e «penetrabilissima». Lascia anche Palazzo Grazioli, che ha ormai una fama equivoca e trasferisciti per il lavoro e per abitarvi a Palazzo Chigi. Non chiedere scusa a nessuno, salvo che ai tuoi figli, quelli almeno che hai in comune con Veronica. Non mi consta che gli altri due grandi sciupafemmine come Kennedy e Clinton abbiano mai chiesto scusa al loro popolo… Fai la pace con Murdoch: tra ricchi ci si mette sempre d’accordo. Cerca un armistizio con l’Anm: porta alle lunghe la legge sulle intercettazioni e quella sulle modifiche del Codice di Procedura Penale e dai ai magistrati un consistente aumento di stipendio.
«Avendo ricevuto inviti ho ritenuto di farmi accompagnare da alcune mie amiche per fare bella figura e mettermi in evidenza. Non ho mai corrisposto soldi a chi mi accompagnava se non per rifondere le spese di viaggio e di soggiorno».

FISCHI - Balotelli, espulso per un calcio a un avversario, è stato fischiato anche questa volta, anche in Svezia. La sua uscita dal campo è stata accompagnata dai "buuu" del pubblico, che si era già espresso in tal senso durante la gara. L'attaccante interista ha giocato nonostante un leggero trauma distorsivo al collo del piede sinistro accusato giovedì al termine dell'allenamento.
«Berlusconi racconta qualche barzelletta. Tra l’altro, mai scollacciate. Barzellette normali».
ROMA - Serve un’attenta vigilanza per evitare che le aziende scarichino i costi della crisi economica sui consumatori. Lo ha sottolineato il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, nella relazione annuale presentata alla Camera. «Il pericolo, latente in tutti i mercati, si manifesta in particolare in quelli caratterizzati da intrecci e posizioni dominanti".
Con il Cavaliere la prima volta fu nell’87, in piazza del Gesù: «La Dc chiamò proprio lui a occuparsi, insieme con altri, della propaganda. Ci riunimmo in tre: De Mita, Berlusconi e io». Ma i consigli del re delle tv non persuadono il segretario: «Cleme’, ma chi mi hai portato?». Sette anni dopo, nel ’94, è Mastella ad andare ad Arcore, con Casini: «L’unico che rideva a tutte le barzellette di Berlusconi. A me, ma anche a D’Onofrio e a Confalonieri, capita di apprezzarne al massimo tre o quattro a serata; lui no, Berlusconi raccontava e il bel Pier riusciva a ridere disinvoltamente dieci volte su dieci. Comunque sia, andammo ad Arcore. Da Linate, centomila lire di taxi. Vista la nota riluttanza di Casini per i conti da saldare, pagai io, naturalmente...». Berlusconi non voleva Mastella ministro. «Fu Bossi a insistere. Fece questo ragionamento: noi siamo un governo di centrodestra, il sindacato si scatenerà; meglio affidare il ministero del Lavoro a un ex democristiano».
ROMA - «Domani io dirò: non sono d’accordo, voto contro. Ripensiamoci ».
Domani lei, Francesco Rutelli, parteciperà al «caminetto» dei dirigenti «storici» del Partito democratico.
«Discuteremo l’accordo siglato a Bruxelles da Franceschini: il Pd entra nel gruppo socialista europeo, che non si chiamerà più Pse, ma Alleanza tra socialisti e democratici, Asde. Mercoledì è prevista la ratifica a Bruxelles e il 26 giugno in Direzione ».Perché dirà no?
«La scelta simbolica di far entrare il Pd nella casa socialista in Europa è un errore capitale».La maggioranza degli elettori non si scalda per questo.
«La collocazione in Europa di per sé non ha un’importanza fondamentale. Il problema è la scelta politica: significa buttare a mare tutta la novità e la singolarità del Pd».Che sarebbe?
«Una scommessa decisiva e difficile: di fronte alla crisi delle sinistre creare un nuovo riformismo popolare, cogliere il meglio delle tradizioni antiche (socialista, cattolico-democratica, liberale), interpretare i nuovi filoni dell’ecologia e dei diritti civili senza farne nuovi fondamentalismi ».Tutto ciò è in contraddizione con il Pse?
«I socialisti sono i più in crisi a livello internazionale. Non solo per i pessimi risultati elettorali, ma perché, di fronte ai successi conservatori, puntano in prevalenza su una confusa critica dell’economia di mercato. Inoltre, mostrano una certa 'eurofiacchezza'».Allora, cosa propone?
«La creazione di un Gruppo Europeista, contraltare di quello conservatore anti-europeo. Con un rapporto privilegiato con i socialisti».E quale programma?
«Nuovo slancio all’integrazione europea, che per l’Italia è un interesse primario. Ed economia sociale di mercato».Più in dettaglio?
«Massiccio investimento su ricerca, tecnologie, infrastrutture; nuove regole per uscire dalla crisi economica, come quelle indicate da Mario Monti; leadership su ambiente e cambiamenti climatici; creazione di una Comunità europea dell’energia; avvio dell’esercito europeo; nessun accordo con i conservatori per la rielezione di Barroso e per la presidenza del Parlamento».Non restereste troppo isolati?
«Forza Italia quando entrò nel Parlamento europeo fece gruppo da sola. An non ha avuto 'casa' per 15 anni. Il Pd, partito nuovo, può entrare in Europa anche con un gruppo piccolo e coerente. Per costruire un ponte tra socialisti, liberali, cattolici e verdi riformisti».Ma questo non può proprio avvenire nel nuovo gruppo socialista, l’Asde?
«In pochi mesi nel linguaggio comune saremo chiamati 'i socialdemocratici', e gli eletti ex Margherita saranno assorbiti tra i socialisti. Diventerebbe impossibile rifiutare in Italia la semplificazione: 'Pd uguale sinistra'».