segnaleorario

Mi domanderete: ma tu, che sei un fedelissimo seguace di padre Pio, come puoi suggerire queste cose? Sappiate che io sono cattolico; ma è da molti anni che non sono più cristiano.
√ segnaleorario delle ore 18:03 di domenica, 05 luglio 2009 | permalink | commenti (1)
tag: italia, religione, villaggio, cattolicesimo, quote, fantozzi, padre pio
Mi sento tanto napoletano quando in giro per l'Italia, a Milano come a Taranto, mi chiedono: «Di dov'è lei?»
E io: «Teramo».
Quindi: «Ma allora è abruzzese!»
E io: «Sì».
Segue brevissima pausa con moto d'animo espresso dall'interiezione: «Ah!»  e domanda finale: «Sfollato?»
√ segnaleorario delle ore 14:28 di venerdì, 03 luglio 2009 | permalink | commenti (2)
tag: abruzzo, terremoto, segnale orario
Non c'è niente di meglio - dopo essersi raffreddati fino a perdere la voce per colpa di un uragano improvviso mentre (chiaramente all'oscuro di tutto) camminavi sotto il solleone  con leggeri ma molto permeabili mocassini - che andare a spasso dopo l'ennesimo, ormai insopportabile, temporale con pesanti ma inattaccabili scarpe da trekking.
√ segnaleorario delle ore 14:14 di venerdì, 03 luglio 2009 | permalink | commenti
tag: segnale orario
Ci sono squadre, come il Torino o il Bologna (o il Napoli fino a De Laurentiis) che piacciono pure se non tifi per loro, piacciono a prescindere. Ma l'anno prossimo spero ardentemente che il Bologna vada in serie B.
√ segnaleorario delle ore 01:54 di giovedì, 02 luglio 2009 | permalink | commenti (3)
tag: politica, calcio, bologna, napoli, torino, moggi, de laurentiis, menarini
Quando le canzoni dicono tutto:
«Siamo solo noi, come direbbe Vasco, a poter fare tutto questo».
√ segnaleorario delle ore 01:19 di giovedì, 02 luglio 2009 | permalink | commenti (2)
tag: italia, sinistra, bersani, quote, poltica, dc , pd

» Luigi Mazzella, quando le facce parlano
√ segnaleorario delle ore 01:14 di giovedì, 02 luglio 2009 | permalink | commenti (2)
tag: italia, immagini, politica, giustizia, berlusconi, mazzella
Se da una parte ci sono troppe e contradditorie leggi, dall'altra sono spesso fatte male o, cosa ancora più grave, facilmente "interpretabili" con una forte discrezionalità. In Italia, insomma, non esiste la certezza del diritto. Tutto è opinabile e subordinato innanzitutto alle capacità professionali dell'avvocato che ti assiste e in subordine al buon senso e alla dignità delle forze dell'ordine, dei magistrati e dei giudici che potresti incrociare nella tua vita. Nel senso che in Italia la giustizia è molto, ma molto discrezionale. E spesso paradossale come nel caso del parroco ( in questo caso si tratta di una storiella e per giunta a lieto fine, ma incongruenze del genere possono succedere e succedono anche in situazioni molto ma molto più gravi) a cui hanno ritirato la patente perché aveva bevuto troppo:
MILANO - I carabinieri sono stati inflessibili quando l'hanno controllato, venerdì sera, subito dopo l'uscita dell'autostrada Milano-Torino. Aveva un percentuale di alcool di 0,8, quando il tasso consentito per legge è di 0,50. Inevitabili il ritiro della patente e la chiamata ad amici e parenti per farsi portare a casa. Questa volta, però, a incappare nei controlli non è stato un ragazzotto reduce dalla discoteca ma un sacerdote, M.C., 41 anni, originario di Bologna, che per la sua positività, anche se per poco, all'alcol ha dato una giustificazione connessa al suo Ufficio: «Ho celebrato quattro messe in un giorno!».
√ segnaleorario delle ore 10:27 di domenica, 28 giugno 2009 | permalink | commenti (3)
tag: italia, milano, giustizia, quote
Beh, a leggere la ferale notizia sulla Gazzetta uno non può fare a meno di pensare che, dopo tre anni a farci venire sempre il mal di stomaco, una volta tanto è toccato pure a lui:
TENSIONE VIEIRA — Ieri si è presentato in sede Patrick Vieira. Il 33enne francese ha appreso in via ufficiale di non fare più parte dei programmi dell’Inter. All’uscita, visibilmente nervoso, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
√ segnaleorario delle ore 10:23 di sabato, 27 giugno 2009 | permalink | commenti (1)
tag: calcio, inter, quote, vieira
Su Acquafresca mi sono sbagliato: abbiamo fatto benissimo a darlo via. Con i piedi è un disastro e ha pure pochissima personalità. Un bluff o se vogliamo un attaccante di squadra di seconda fascia. E poi Cigarini. I misteri del calcio e della sua eterna, profondissima ottusità (che è anche il suo fascino). Cigarini fa nell'under 21 del 2009 (2009 e non 1969) quello che una volta si chiamava regista. Il regista fragile e mingherlino degli anni Settanta, quello che doveva illuminare il gioco e inventare soluzioni per gli attaccanti ma che dopo dieci minuti era già senza fiato costringendo così, vittima predestinata di medianacci che giustamente lo menavano, la squadra a giocare in dieci per buona parte della partita. Eccolo, Cigarini: fa due passettini (contati) alza la testa, saluta tutti e oplà passaggetto a destra, altri due passettini e oplà gli ridanno il pallone e lui oplà fa un altro passaggetto stavolta a sinistra. Quindi si fa da parte, scompare e si eclissa fino al prossimo alleggerimento a centrocampo. Non pressa, non corre e a volte manco cammina (Cigarini gioca da fermo) e tantomeno arrischia un lancio in profondità o punta l'avversario. Cigarini è lì, sta lì al centro del campo e più che altro osserva gli altri che corrono e si dannano. Così i lanci lui più che farli li suggerisce (quasi sempre a un malcapitato difensore) e il pallone più che addomesticarlo lo accarezza facendo ogni volta un bel girotondo su se stesso prima di appoggiare indietro o al difensore che gli sta più vicino. Un vero fenomeno Cigarini. Ancor di più chi lo fa giocare in Nazionale. Davvero.
(Oppure magari si scoprirà che ha qualche parente eccellente, chissà...)
√ segnaleorario delle ore 23:08 di venerdì, 26 giugno 2009 | permalink | commenti (1)
tag: italia, calcio, acquafresca, europei, italia-germania, cigarini
Per non essere da meno rispetto a quei rinnegati del Pd anche i Comunisti italiani nel loro piccolo si stanno adeguatamente massacrando con accuse e sospetti infamanti, espulsioni e querele.
Il Pdci, scrive il quotidiano L'Altro, ce l'ha con Marco Rizzo perché avrebbe fatto campagna elettorale contro. Marco Rizzo però nega e punta il dito sulle frequentazioni massoniche di Oliviero Diliberto: sarebbe stato visto in più di un'occasione in compagnia di Elia Valori, uno dei massimi esponenti della loggia P2 di Licio Gelli.
Ora Rizzo è stato espulso e Diliberto lo ha querelato. Ed è così pronto a nascere un nuovo partito. Un altro ancora? Beh, sì.
Che dire? Davvero a sinistra non ci si annoia proprio mai.
√ segnaleorario delle ore 17:00 di giovedì, 25 giugno 2009 | permalink | commenti (2)
tag: italia, politica, sinistra, valori, gelli, diliberto, comunisti italiani, pdci, dc , p2 , rizzo, pd
√ segnaleorario delle ore 22:53 di mercoledì, 24 giugno 2009 | permalink | commenti (2)
tag: immagini, inter
Cioè che poi uno dice, ma ci prende per il culo? Sì, Bersani, Pierluigi Bersani, il candidato segretario del Pd sostenuto da D'Alema e Letta ci prende per il culo. Sulla Repubblica c'è il link La candidatura di Bersani: "Ecco le mie idee per l'Italia". Che uno dice: oh, finalmente uno che ha delle idee. Leggiamole, allora. Clicco ed entro sul sito di Pierluigi Bersani. Bene. Chiaro e semplice, il titolo: «Idee per il Pd e per l'Italia». Perfetto, direi. Andiamo a vedere di che si tratta:
"Con i ballottaggi si è chiuso un appuntamento elettorale difficile. Bisogna riconoscere l’impegno e la mobilitazione senza risparmio di centinaia di migliaia di militanti, candidati e dirigenti, segretario in testa. Abbiamo davvero combattuto e non sono mancate le buone prove, sia dove abbiamo vinto sia dove abbiamo perso. Nell’insieme non è stato un risultato buono per noi, ma non tanto cattivo da impedirci di vedere che la destra deve ridimensionare le sue aspettative e che noi possiamo riprendere il cammino.
E quindi?
Riprendere il cammino significa innanzitutto riconoscere senza esitazioni che ci sono cose da correggere, alla luce dell’esperienza dei nostri primi venti mesi di vita. Abbiamo dunque bisogno di un confronto aperto e positivo; dobbiamo sottrarci ai personalismi ed alle semplificazioni che sembrano ormai una cosa sola con i meccanismi di comunicazione e che spesso ci prendono la mano.
Va bene. E quindi?
Rimuovere i problemi non si può, se davvero crediamo nel nostro progetto; nemmeno possiamo ripiegarci su di noi ed avvitarci in discussioni retrospettive! Dobbiamo parlare dell’Italia, di noi e dell’Italia; delle idee che abbiamo per il nostro Paese e di come farle vivere in un rapporto reale con i territori e con i cittadini. Non ci sono scorciatoie né colpi di comunicazione risolutivi.
D'accordo. E quindi?
C’è un duro lavoro da fare per costruire un radicamento popolare del nostro partito e rispondere così a una destra che quando vince, vince nel popolo. C’è un lavoro da fare per collegarci alle forze produttive del paese, lavoratori e imprenditori, nel pieno di una crisi che ridefinirà anche il loro rapporto con la politica. C’è un lavoro da fare per convincere l’Italia a guardarsi con gli occhi delle nuove generazioni e costruire così nel senso comune una idea di futuro.
E quindi?
Di tutto questo dobbiamo discutere, e in nome di questo, dobbiamo discutere anche di noi, cioè della nostra effettiva capacità di essere utili ad una Italia migliore. Per essere utili, dobbiamo costruire la nostra identità e renderla percepibile. Per essere utili non possiamo essere soli, ma dobbiamo impegnarci a costruire un campo di forze capace di indicare una nuova prospettiva politica. Per essere utili dobbiamo avere un partito che funzioni, che operi attraverso una partecipazione vera e produca il rinnovamento traendolo dalla realtà del territorio.
E quindi?
La direzione del Pd determinerà tempi e modi del nostro congresso. Come ho già detto da tempo, ho intenzione di contribuire ad una vera discussione politica impegnandomi anche con una mia candidatura; una candidatura che non si rivolge contro nessuno e che vivrà in piena solidarietà con tutti gli amici e tutti i compagni del PD, comunque la pensino; ma che non rinuncerà alla chiarezza delle posizioni politiche.
E quindi?
Quel che penso intendo rivolgerlo in primo luogo alla nuova generazione che è già in campo. Non credo che dobbiamo inventarci una nuova generazione, né evocarla per simboli. Credo che ci sia già, nel lavoro, nelle professioni, nelle amministrazioni, nel partito. Con questi giovani che sono già in campo farò il mio primo intervento pubblico il 1 luglio a Roma. Parlerò di politica e presenterò le mie idee".
Ah. Ho capito. Le «Idee per il Pd e per l'Italia» di Pierluigi Bersani sono due. La prima idea è che parlerà di politica (e io che pensavo si occupasse di calcio...) La seconda idea è che presenterà le sue idee.
Sì, Bersani, il candidato segretario del Pd sostenuto da D'Alema e Letta ci prende per il culo. Ma di parecchio.
√ segnaleorario delle ore 13:18 di mercoledì, 24 giugno 2009 | permalink | commenti (9)
tag: italia, politica, sinistra, bersani, quote, coglioni, imbarazzi, d alema, dc , pd
» Per la serie quando la realtà supera la fantasia: Sordi, De Sica e Zavattini l'avevano previsto (Il boom - qui la recensione di... Walter Veltroni - scritto da Cesare Zavattini e diretto da Vittorio De Sica, con Alberto Sordi) 
√ segnaleorario delle ore 09:31 di mercoledì, 24 giugno 2009 | permalink | commenti
tag: italia, politica, cinema, economia, video, crisi, de sica, sordi, veltroni, zavattini, il boom
Magari quando rivedrò in campo l'Inter (l'astinenza ormai ha già superato i livelli di guardia tanto che ieri sera ho avuto il coraggio di vedere pure il pallosissimo pareggio annunciato di Inghilterra-Germania degli Europei under 21) non sarò assolutamente più d'accordo. Ma adesso come adesso sono orgoglioso di Massimo Moratti che con una mossa davvero felice ha messo all'asta sia Ibrahimovic e sia Maicon. Fate il tira e molla per far abbassare i cartellini e aumentare gli ingaggi? Giocate chiaramente al massacro per mettere con le spalle al muro la società? Bene, allora non siete più voi che andate via dall'Inter, ma è l'Inter che vi manda via. Semplicemente grandioso. Memorabile. E l'idea che queste due grandissime teste di cazzo possano essere vendute a peso d'oro mi riempie di soddisfazione come se i soldi invece di Moratti fossero i miei.

Naturalmente, dico così perché più passano i week end senza partite (quelle vere, dico, non le Confederations Cup) e più viene progressivamente a mancare la lucidità del tifoso. Che, tipo, se poi veramente Moratti li vende, alla prima amichevole di precampionato di sicuro mi farò prendere da irrefrenabile scoramento. Inutile negarlo o rimuoverlo: l'Inter senza Ibrahimovic e per giunta pure senza Maicon è un'Inter qualunque. Hai voglia a cercare sostituti: attualmente sono pezzi unici, i più forti nel loro ruolo, non ci sono storie. Però metterli sul mercato alla modica cifra di 70 e 40 milioni (tipo che messi insieme fanno cen-to-die-ci milioni) è cosa davvero indimenticabile. Cose da Inter, insomma. E, quello che è giusto è giusto, cose da Moratti.

Affanculo a loro, così presuntuosi e irriconoscenti. Mercenari sono e da mercenari meritano di essere trattati. E pazienza se poi la Champions diventerà ancor di più un miraggio (ma non è che mi sia mai fatto illusioni in tal senso...)
Che poi, non si trovassero estimatori, sarebbe ancora meglio. Obbligati a rimanere, insomma, perché nessuno li vuole. Non metteranno più lo stesso impegno? Sfasceranno lo spogliatoio? Siamo interisti, ne abbiamo viste così tante che non abbiamo paura davvero di niente. Non vogliono giocare? Meglio ancora: detto tra noi, vederli in panchina sarebbe davvero il massimo. Di scudetti ne abbiamo vinti quattro di fila, possiamo benissimo permetterci questo e altro: viva l'Inter, viva Moratti. Se non sono soddisfazioni, queste...
√ segnaleorario delle ore 18:56 di martedì, 23 giugno 2009 | permalink | commenti (2)
tag: calcio, inter, moratti, ibrahimovic, maicon
Nel Pd c'è chi vuole adesso tornare a fare alleanze a sinistra per una riedizione dell'Ulivo e chi invece punta decisamente all'accordo con i cattolicissimi dell'Udc di Casini e Buttiglione. E in entrambi i casi è già di per sè una dichiarazione d'intenti e allo stesso tempo un programma politico già bell'e pronto e soltanto da definire nei dettagli. Prima si trovano i voti che servono, poi si fanno votare gli elettori (altrimenti a che servirebbero sennò?) e infine, dopo il raccolto, la distribuzione dei pani e dei pesci. Si accontentano famiglie e clienti, si distribuiscono incarichi, prebende, partecipazioni agli utili, aiuti e assistenze a vario titolo e pacchi di pasta per i più indigenti. In sintesi: ecco a voi - finalmente - la politica del fare. Che poi uno si chiede sempre: ma fare che cosa? Che domanda: quello che serve, quando serve e a chi serve. Sono finite o no le ideologie? E allora! Solidarietà per tutti, a 360 gradi. Stringiamoci un po' e aggiungiamo un posto a tavola. D'altronde non teniamo tutti famiglia?

Mentre sembra aver avuto qualche effetto la mobilitazione dei trenta-quarantenni per chiedere il ricambio generazionale. Pare, infatti, che (almeno a chiacchiere) gli oligarchi del Pd abbiano deciso di scendere a patti con le nuove leve e, come auspica lo stesso Cacciari, di fare spazio ai più giovani. Ovviamente, anche in questo caso, come per le possibili alleanze elettorali, il passaggio di consegne sarebbe soltanto ed esclusivamente di tipo anagrafico e men che mai sulle proposte politiche.
Perché poi gli elettori - sempre noi - dovremmo anche in quel caso votarli sulla fiducia. Come sempre al buio. Dice, infatti, il filosofo veneziano:
«E' necessario che la generazione alla quale anch'io appartengo faccia il possibile per presentare un nuovo ceto dirigente che sia il più rappresentativo del territorio: il congresso del Pd sarà un fallimento se non promuoverà una nuova classe dirigente perchè quella attuale che si presenta al congresso ha fatto il suo tempo».
Un nuovo ceto dirigente che sia il più rappresentativo del territorio? E basta? L'importante è che portino sufficienti voti e clientele? Ovviamente, a prescindere dalle proposte politiche? Da un confronto-scontro sul piano delle proposte politiche, della loro concretezza ed efficacia? A quanto pare - personalmente non avevo dubbi - anche per Cacciari il problema che questa nuova ipotetica classe dirigente abbia qualcosa da dire o proporre non si pone proprio. L'importante è che si faccia trovare sufficientemente preparata a saper prendere al volo il passaggio del testimone. Da una mano all'altra. In pasta.
√ segnaleorario delle ore 16:56 di martedì, 23 giugno 2009 | permalink | commenti (3)
tag: italia, politica, quote, cacciari, dc , pd
La ricetta di Cossiga: pagare per far star zitti chi sa. Ora che Licio Gelli e Giulio Andreotti sono diventati assai vecchi, a dettare la linea c'è rimasto soltanto Francesco Cossiga. Con una lettera aperta - che è una vera e propria lezione politica e di vita, da parte di un democristiano vero - tutto un altro passo, insomma, rispetto per esempio a quel «mite e sprovveduto Dario Franceschini», il grande vecchio invita Silvio Berlusconi a tirare fuori i soldi:
Lascia stare i complotti, e respingi anche l’odio che è un cattivo consigliere anche per chi ne è oggetto. Vendi Villa La Certosa, o meglio regalala allo Stato o alla Regione Sarda: è indi­fendibile e «penetrabilissima». Lascia anche Palazzo Grazioli, che ha ormai una fama equi­voca e trasferisciti per il lavoro e per abitarvi a Palazzo Chigi. Non chiedere scusa a nessu­no, salvo che ai tuoi figli, quelli almeno che hai in comune con Veronica. Non mi consta che gli altri due grandi sciupafemmine come Kennedy e Clinton abbiano mai chiesto scusa al loro po­polo… Fai la pace con Murdoch: tra ricchi ci si mette sempre d’accordo. Cerca un armistizio con l’Anm: porta alle lunghe la legge sulle inter­cettazioni e quella sulle modifiche del Codice di Procedura Penale e dai ai magistrati un con­sistente aumento di stipendio.
√ segnaleorario delle ore 13:05 di lunedì, 22 giugno 2009 | permalink | commenti (2)
tag: italia, politica, sinistra, destra, berlusconi, quote, papi, gelli, cossiga, andreotti, franceschini, dc , p2 , pd , pdl
Perché poi, il problema - vero - non è Berlusconi. No. Non è Berlusconi, ma quelli - e sono tanti - come Giampaolo Tarantini:
«Avendo ricevuto inviti ho ritenuto di farmi accompagnare da alcune mie amiche per fare bella figura e mettermi in evidenza. Non ho mai corrisposto soldi a chi mi accompagnava se non per rifondere le spese di viaggio e di soggiorno».
√ segnaleorario delle ore 18:25 di domenica, 21 giugno 2009 | permalink | commenti (3)
tag: politica, economia, destra, berlusconi, quote, governo, papi, coglioni, tarantini

FISCHI - Balotelli, espulso per un calcio a un avversario, è stato fischiato anche questa volta, anche in Svezia. La sua uscita dal campo è stata accompagnata dai "buuu" del pubblico, che si era già espresso in tal senso durante la gara. L'attaccante interista ha giocato nonostante un leggero trauma distorsivo al collo del piede sinistro accusato giovedì al termine dell'allenamento.
√ segnaleorario delle ore 16:22 di venerdì, 19 giugno 2009 | permalink | commenti
tag: immagini, calcio, razzismo, svezia, quote, under 21, europei, socialdemocrazia, balotelli, italia-svezia
Per dire, Carlo Rossella. Un ex grande giornalista deluso dalla vita e schifato dal mestiere, svolto tra l'altro molto bene per parecchi anni. E che ora fa dell'amarezza e del cinismo le sue bandiere di sopravvivenza. Una parabola esistenziale sempre sopra le righe, un po' simile per certi versi a quella dell'ex grande comunista Giuliano Ferrara, un altro che sempre dall'alto di una passione eccessiva per la politica e gli uomini ha abdicato all'orrore dell'esistenza facendone quasi un punto d'onore. Due snob di prima grandezza, il primo esageratamente "politicamente corretto", quanto il secondo esageratamente scorretto. Giornalisti-militanti al contrario, per dispetto e per puntiglio. Due che incarnano nell'Italia ai tempi di Berlusconi, del berlusconismo e dell'antiberlusconismo (la politica sostituita dalla pubblicità) l'epica dei perdenti di successo, presuntuosamente e arrogantemente supponenti e consapevoli di stare dalla parte sbagliata, ma di starci alla grande nel segno di una disperata rivalsa e di un ostentato e spesso - inevitabilmente - patetico rancore esistenziale contro tutto e tutti.
Si spiegano così certe interviste e certe risposte. Questa, di Rossella che racconta agli ex colleghi le cene a Palazzo Grazioli, è per esempio nel suo genere sublime:
«Berlusconi racconta qualche barzelletta. Tra l’altro, mai scollac­ciate. Barzellette normali».
√ segnaleorario delle ore 12:04 di venerdì, 19 giugno 2009 | permalink | commenti (3)
tag: italia, politica, sinistra, giornalismo, ferrara, destra, berlusconi, quote, governo, rossella, pd , pdl
√ segnaleorario delle ore 11:28 di giovedì, 18 giugno 2009 | permalink | commenti
tag: politica, giornalismo, video, destra, mimun, berlusconi, governo, tg3 , tg2 , tg1 , tg5 , tv , minzolini, petruni
Che la democrazia abbia i suoi difetti si sa benissimo. Com'è risaputo che quella americana, in particolare, a volte sia persino peggiore di quella all'italiana. Infatti, quello che più colpisce nel comune di Cave Creek in Arizona non è tanto che il balottaggio per eleggere due consiglieri a pari voti sia stato fatto estraendo da un mazzo di carte quella più alta, ma che la legge preveda espressamente, in alternativa, anche il lancio di una moneta o il duello con la pistola.
√ segnaleorario delle ore 18:27 di mercoledì, 17 giugno 2009 | permalink | commenti
tag: america, politica, arizona, cave creek
Se fossimo in un Paese democratico (non che non lo siamo, ma lo siamo in maniera diciamo così abbastanza impropria, lo siamo insomma, come in tante altre cose, all'italiana) il ministro del Turismo Michela Brambilla nel momento in cui nega l'evidenza di un video oggettivamente incontestabile  dovrebbe avere la dignità di dimettersi.  Si vede benissimo che lei e suo padre fanno - inequivocabilmente - il saluto fascista e non ammetterlo è cosa a mio modo di vedere ancora più grave dell'averlo fatto. Mi sembra una palese e provocatoria offesa all'intelligenza, prima ancora che alle istituzioni democratiche, di un Paese.
È vero: qualcuno potrebbe eccepire che anche le registrazioni telefoniche che inchiodano Moggi a incontestabili responsabilità in materia di giustizia sportiva (quella penale non ha, calcisticamente parlando, nessuna rilevanza) vengono puntigliosamente messe in discussione. Com'è vero che in Italia sembrano proprio non esserci limiti fisiologici di tolleranza al disonore pubblico, prima ancora che personale.
√ segnaleorario delle ore 17:41 di mercoledì, 17 giugno 2009 | permalink | commenti (2)
tag: italia, politica, calcio, destra, berlusconi, fascismo, governo, moggi, brambilla, pdl
√ segnaleorario delle ore 10:05 di mercoledì, 17 giugno 2009 | permalink | commenti (1)
tag: italia, politica, video, destra, berlusconi, fascismo, brambilla
Che poi uno dice e com'è che non ci avevo pensato prima? Funiculì-funiculà, ecco la mirabolante ricetta di Catricalà:
ROMA - Serve un’attenta vigilanza per evitare che le aziende scarichino i costi della crisi economica sui consumatori. Lo ha sottolineato il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, nella relazione annuale presentata alla Camera. «Il pericolo, latente in tutti i mercati, si manifesta in particolare in quelli caratterizzati da intrecci e posizioni dominanti".
√ segnaleorario delle ore 12:56 di martedì, 16 giugno 2009 | permalink | commenti (1)
tag: politica, economia, quote, governo, antitrust, coglioni, pdl , catricalà, eddai
√ segnaleorario delle ore 12:13 di martedì, 16 giugno 2009 | permalink | commenti (1)
tag: italia, politica, video, destra, berlusconi, lega, maroni, fascismo, spataro, saya, pdl , ronde nere, partito nazionalista italiano
Che poi, alla fine, a leggere alcuni passaggi cruciali dell'autobiografia di Mastella, Non sarò Clemente, uno non sa se ridere o piuttosto piangere. Perché il ritratto che ne esce è di un'Italia davvero terra terra, terribilmente bigotta e cafona, così irrimediabilmente ingenua e provinciale. Un'Italia in cui Mastella non è certamente un comprimario, ma un navigato protagonista alla guida da decenni del suo inaffondabile (quanto imitato) partito-famiglia.
Insomma, bisogna ammetterlo: hanno vinto (stravinto) loro, quelli che non volevano cambiare niente e ci sono riusciti benissimo. Ormai sono del tutto convinto - non per amarezza o delusione ma per pura constatazione dei fatti - di una cosa. E cioè che senza un Obama italiano sarà davvero difficile se non impossibile anche solo a provare a cambiare, nei prossimi anni a venire, la politica di chi si pone come punti di riferimento - mezzo secolo dopo - ancora e sempre don Camillo e Peppone:
Con il Cavaliere la prima volta fu nell’87, in piazza del Gesù: «La Dc chiamò proprio lui a occuparsi, insieme con altri, della pro­paganda. Ci riunimmo in tre: De Mita, Ber­lusconi e io». Ma i consigli del re delle tv non persuadono il segretario: «Cleme’, ma chi mi hai portato?». Sette anni dopo, nel ’94, è Mastella ad andare ad Arcore, con Ca­sini: «L’unico che rideva a tutte le barzellet­te di Berlusconi. A me, ma anche a D’Ono­frio e a Confalonieri, capita di apprezzarne al massimo tre o quattro a serata; lui no, Berlusconi raccontava e il bel Pier riusciva a ridere disinvoltamente dieci volte su die­ci. Comunque sia, andammo ad Arcore. Da Linate, centomila lire di taxi. Vista la nota riluttanza di Casini per i conti da saldare, pagai io, naturalmente...». Berlusconi non voleva Mastella ministro. «Fu Bossi a insi­stere. Fece questo ragionamento: noi sia­mo un governo di centrodestra, il sindaca­to si scatenerà; meglio affidare il ministero del Lavoro a un ex democristiano».
√ segnaleorario delle ore 11:07 di martedì, 16 giugno 2009 | permalink | commenti (3)
tag: politica, libri, sinistra, destra, berlusconi, prodi, quote, bossi, d alema, mastella, dc , pdl , non sarò clemente
D'Alema candida Bersani? E voilà, subito Veltroni torna dall'oltretomba e candida Franceschini (qui il messaggio di investitura). Il braccio di ferro tra i due leader dell'ex Pci prosegue così incessantemente ormai da venti e passa anni. E via a seguire coraggiosissime e disinteressate affiliazioni. L'astro nascente Debora Serracchiani e, scrive l'Unità, Barracciu (Barracciu? E mo chi è Barracciu?) hanno già aderito all'asse Veltroni-Franceschini. E pure l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, Sergio Cofferati e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino si schierano con l'ex segretario e il suo vice facente funzione. E, a quanto sembra, pure la stessa Unità. Enrico Letta invece ha annunciato che appoggerà la cordata Bersani-D'Alema. Ma è solo l'inizio.

Mentre dei ballottaggi - è evidente - non frega niente a nessuno, nel Pd riformista c'è fermento: si tessono accordi e alleanze per preparare il congresso. Il resto, compresa l'Italia, può aspettare. Già, si contratta e si patteggia: però su che cosa? Nessun candidato, mi pare, ha ancora detto una sola parola sui programmi. Eppure ci sono già contrapposizioni e spaccature. Che uno poi si chiede: ma sulla base di che, se non avete ancora detto un cazzo di quello che volete fare e come, soprattutto, pensate di realizzarlo? Nel Pd riformista che, come ammonisce il risorto Veltroni, deve andare sempre avanti (e, aggiungerei io, fare anche attenzione a dove si mettono i piedi perché altrimenti si pestano le merde) i programmi non si presentano (tantomeno si discutono) no, i programmi si auspicano. E devono sempre essere chissà perché nuovi. Che io poi vorrei sapere dove stanno quelli vecchi, i programmi dico, quelli già realizzati o solo pensati.

Nel Pd riformista i candidati si scelgono e si votano a prescindere dai programmi che tanto non servono a niente, sono soltanto promemorie da tenere a mente quando si va da Vespa o da Santoro. Allora, ricapitolando: nel Pd riformista c'è D'Alema e c'è Veltroni e poi ci sono le correnti. Tutto il resto è da inventare giorno per giorno, a seconda di come butta e di come girano a Berlusconi.
Ah, cosa non darebbe Giulio Andreotti per avere soltanto venti anni di meno...
√ segnaleorario delle ore 00:29 di martedì, 16 giugno 2009 | permalink | commenti
tag: italia, politica, sinistra, bersani, andreotti, d alema, veltroni, franceschini, dc , pd , serracchiani
Se persino le bufale ci sorpassano a sinistra...
√ segnaleorario delle ore 14:57 di lunedì, 15 giugno 2009 | permalink | commenti
tag: italia, economia, buone notizie
A Pisa ordinanza del sindaco Pd per la festa di san Ranieri: candele obbligatorie per il santo, alle finestre buie multa di 500 euro. La giustificazione: «Abbiamo applicato un articolo del pacchetto sicurezza».
√ segnaleorario delle ore 14:38 di lunedì, 15 giugno 2009 | permalink | commenti
tag: italia, religione, sinistra, pisa, cattolicesimo, san ranieri, pd
Rutelli, un democratico (cristiano) per per tutte le stagioni:

ROMA - «Domani io dirò: non sono d’accordo, voto contro. Ripen­siamoci ».

Domani lei, Francesco Rutelli, parteciperà al «caminetto» dei di­rigenti «storici» del Partito demo­cratico.
«Discuteremo l’accordo siglato a Bruxelles da Franceschini: il Pd en­tra nel gruppo socialista europeo, che non si chiamerà più Pse, ma Al­leanza tra socialisti e democratici, Asde. Mercoledì è prevista la ratifi­ca a Bruxelles e il 26 giugno in Dire­zione ».

Perché dirà no?
«La scelta simbolica di far entrare il Pd nella casa socialista in Europa è un errore capitale».

La maggioranza degli elettori non si scalda per questo.
«La collocazione in Europa di per sé non ha un’importanza fondamen­tale. Il problema è la scelta politica: significa buttare a mare tutta la novi­tà e la singolarità del Pd».

Che sarebbe?
«Una scommessa decisiva e diffi­cile: di fronte alla crisi delle sinistre creare un nuovo riformismo popola­re, cogliere il meglio delle tradizioni antiche (socialista, cattolico-demo­cratica, liberale), interpretare i nuo­vi filoni dell’ecologia e dei diritti ci­vili senza farne nuovi fondamentali­smi ».

Tutto ciò è in contraddizione con il Pse?
«I socialisti sono i più in crisi a li­vello internazionale. Non solo per i pessimi risultati elettorali, ma per­ché, di fronte ai successi conservato­ri, puntano in prevalenza su una confusa critica dell’economia di mercato. Inoltre, mostrano una cer­ta 'eurofiacchezza'».

Allora, cosa propone?
«La creazione di un Gruppo Euro­peista, contraltare di quello conser­vatore anti-europeo. Con un rappor­to privilegiato con i socialisti».

E quale programma?
«Nuovo slancio all’integrazione europea, che per l’Italia è un interes­se primario. Ed economia sociale di mercato».

Più in dettaglio?
«Massiccio investimento su ricer­ca, tecnologie, infrastrutture; nuove regole per uscire dalla crisi economi­ca, come quelle indicate da Mario Monti; leadership su ambiente e cambiamenti climatici; creazione di una Comunità europea dell’energia; avvio dell’esercito europeo; nessun accordo con i conservatori per la rie­lezione di Barroso e per la presiden­za del Parlamento».

Non restereste troppo isolati?
«Forza Italia quando entrò nel Parlamento europeo fece gruppo da sola. An non ha avuto 'casa' per 15 anni. Il Pd, partito nuovo, può entra­re in Europa anche con un gruppo piccolo e coerente. Per costruire un ponte tra socialisti, liberali, cattolici e verdi riformisti».

Ma questo non può proprio avve­nire nel nuovo gruppo socialista, l’Asde?
«In pochi mesi nel linguaggio co­mune saremo chiamati 'i socialde­mocratici', e gli eletti ex Margherita saranno assorbiti tra i socialisti. Di­venterebbe impossibile rifiutare in Italia la semplificazione: 'Pd uguale sinistra'».

√ segnaleorario delle ore 10:59 di lunedì, 15 giugno 2009 | permalink | commenti (4)
tag: politica, sinistra, quote, rutelli, franceschini, dc , pd



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